
Un museo unico nel suo genere accoglie tanti puledri smarriti nel tempo. Dai cavalli a dondolo a quelli provenienti da gloriosi caroselli musicali. I cavalli giocattolo ritornano a vivere grazie alla passione di un grande imprenditore italiano. Uno spazio tutto dedicato ai nostri giochi di infanzia preferiti: bambole, orsacchiotti di pezza, macchinine telecomandate, album da colorare...
Sarebbe un sogno poter custodire gli oggetti che ci hanno accompagnato durante l'età più spensierata della vita e , di tanto in tanto, dare una sbirciata per un tuffo nel passato.
Pietro Catelli, Cavaliere del Lavoro e fondatore del
gruppo Artsana, ci è riuscito creando il Museo del Cavallo Giocattolo situato a Grandate (CO), all'interno del Chicco Village. Oltre 560 esemplari di quadrupedi realizzati in legno, metallo o cartapesta, di ogni dimensione e risalenti a epoche storiche diverse.
Dai cavalli da giostra tanto cari a Mary Poppins, passando per i modelli a dondolo scolpiti o decorati da gemme e pietre colorate. Se alcuni esemplari vantano grandi prestazioni, altri hanno un pedigree più umile ma ugualmente ricco di risate e urla a squarciagola. Un cavallino non ha mai deluso le aspettative dei piccoli proprietari e le numerose immagini dei pannelli espositivi raccontano il rapporto che da sempre lega i fidi destrieri ai giovani cavallerizzi.
Ciascun membro della scuderia si differenzia dagli altri e ha quindi ricevuto un nume che lo contraddistingue, partendi da Gigi, membro onorario con le sue oltre mille candeline di compleanno:altro che le solite console di videogiochi, obsolete dopo poche stagioni!
L'impianto museale vanta anche dei pezzi famosi, tra tutti spicca il cavallo realizzato per il Pinocchio cinematografico diretto da Roberto Benigni (alto ben 5 metri e lungo oltre 7!), in compagnia delle tele firmate dall'artista Wanda Broggi.
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