Vi ricordate di Jimmy Jump? Protagonista di una comica invasione durante la finale del Roland Garros 2009, oltre che di innumerevoli episodi simili, Jimmy è tornato a far parlare di sè tentando di raggiungere la Coppa del Mondo appena prima dell'inizio di Spagna-Olanda
C'è anche la firma di Jimmy Jump sul Mondiale di calcio 2010. Il suo nome ai più dirà poco, ma per quanti tra voi hanno buona memoria si tratta di un personaggio ben noto: forse, oggi, il più famoso invasore di campo al mondo, con buona pace del "nostro" .
Il buon Jimmy è stato protagonista di un inatteso siparietto appena prima dell'inizio di Spagna-Olanda, al Soccer City Stadium di Johannesburg. La Coppa del Mondo era stata appena riconsegnata da Fabio Cannavaro, capitano dell'ultima formazione vincitrice del trofeo, quando un uomo è riuscito a eludere i controlli di sicurezza e ha iniziato a correre per il campo, puntando dritto verso il trofeo. Ma, come testimonia la foto qui a fianco, è stato bloccato proprio in extremis, a un soffio dal traguardo. A rivelare l'identità dell'invasore è stata la maglietta che indossava, su cui si leggeva la scritta "Jimmy Jump against Racism". Conoscendo le sue imprese precedenti, le sue intenzioni erano quasi sicuramente pacifiche: le invasioni di Jimmy hanno infatti sempre l'obiettivo di calzare curiosi cappellini sulla testa dei grandi protagonisti dello sport Mondiale. In questo caso, la vittima era proprio la Coppa disegnata dall'italiano Silvio Cazzaniga, cui era verosimilmente destinato il cappellino rosso indossato dallo stesso Jimmy.
Catalano, 36enne, Jimmy Jump (psuedonimo di Jaume Marquet Cot) si fece conoscere per la prima volta nel 2004, quando in occasione del Gp di Spagna, sul circuito del Montmelò, attraversò la pista durante il giro di ricognizione. Pochi mesi dopo, una delle sue imprese più famose: durante la finale degli Europei tra Portogallo e Grecia, invase il terreno di gioco per lanciare una bandiera catalana a Luis Figo, reo di aver tradito il Barcellona passando al Real Madrid. Da lì, un susseguirsi di episodi simili, a volte con espliciti riferimenti politici (euro 2008, Germania-Turchia, invasione di campo con bandiera del Tibet per protesta contro la politica cinese nella regione), altre volte con puro intento di divetissment, come quella dell'anno scorso durante la finale del Roland Garros tra Federer e Soderling, di cui parlammo ampiamente su queste pagine. L'ultima incursione, per una volta lontana dal mondo dello sport, è stata a fine maggio, durante l'Eurofestival 2010, quando il nostro eroe salì sul palco durante l'esibizione del cantante spagnolo Daniel Diges, cercando di inserirsi nella coreografia, prima di bloccato dalla security.
Una serie impressionate di imprese, dopo ognuna delle quali riemerge il solito mistero irrisolto: come è possibile che riesca a eludere ogni volta le misure di sicurezza, soprattutto visto e considerato che il suo volto e il suo nome dovrebbero essere in cima alla lista dei Most Wanted delle security di tutto il mondo? In attesa di trovare risposta, andiamo a rivedere la sua impresa al Roland Garros 2009.
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